Capita così. Per puro caso. Per un sogno che ti sveglia alle 4 di mattina. O meglio, per qualche rumore che interrompe il sogno. Ed il sonno.
Capita così che il nastro dei ricordi si riavvolge all'indietro. Rewind. Quante volte ho cercato di cancellarli? Tantissime. Eppure, basta un sogno che neanche "c'azzecca" e tutto torna ad affollarsi. C'è un traffico nella mia testa che neanche Via del Corso a Natale.
Sono le 4 del mattino e inizio a scrivere il mio libro. Forse? Finalmente? Cosa dire? Quanto dire?
Lo scrivo nella mia testa anche se nel frattempo mi sono alzata, ho fatto un giro per casa alla ricerca del rumore che mi ha svegliato. Faccio il caffè e "ripasso" il sogno che è stato interrotto. Cazzo! Mi piaceva. Era bello. Uno di quei sogni che amo definire "consolatori". Uno di quesi sogni che sembrano veri, dove ti basta allungare la mano per accarezzare il viso di fronte a te. Dove senti il suono delle voce come se fosse lì a due centimetri dal tuo orecchio. Sarà che è tanto che non sento la tua voce. Sarà che è tanto che non si riesce a fare una chiacchierata degna di questa parola. Seduti uno di fronte all'altro.
Strano sogno. Anche confuso e come tante volte succede senza un senso. Flash di immagini che si sovrappongono. Location improbabili, situazioni improbabili per non parlare dell'abbigliamento.
Ma il sogno non lo racconto. Devo prima capirlo. Piuttosto è il dopo. Tutto quel che mi è passato nella testa nelle ore successive mentre tentavo e speravo di riaddormentarmi. Invece niente.
Rewind. Il nastro dei ricordi. Visto e rivisto. Ma sempre lì, implacabile.
O forse sto di nuovo sognando??
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