
Ore 06,50. Di una mattina con un cielo grigio e compatto.
Nella mia testa uguale. Grigio e compatto. Vestita allo stesso modo. Grigio e nero. Con occhiali d'ordinanza ...neri...
"Cazzo metti gli occhiali neri che non c'è un po di luce neanche a pagarla??".....mi dico.
"Gli occhiali neri sempre...anche al buio, ci dormo anche, lo sai ....mi rispondo.
Gli occhiali neri per me sono come la coperta per Linus.
Esco. Inciampo nel gatto. Mi guarda stralunato. Sono sicura che se avesse il pollice opponibile farebbe gli scongiuri tastandosi gli zebedei a vedermi attraversare la "sua" strada vestita così.
Stessi movimenti di sempre. Salgo in macchina, inserisco la mascherina dello stereo, metto in moto, telecomando del cancello. Pigio....la lucetta gialla lampeggia ma quel mastodonte di ghisa grigio resta immobile!!! "...Cazzo!! NO!!..Anche stamattina...sempre a me poi!!".
E' così che il primo pensiero poco signorile della giornata lo dedico al proprietario della ditta che ha messo su quell'ambaradam.
Ri-scendo dalla macchina. Ovviamente pioviggina. Altrettanto ovviamente, detestando gli ombrelli, ho sempre un cappuccio di felpa o di giubbotto da tirar sul cranio. Tiro su il cappuccio. Contornata dal pelo sintetico ho la faccia di un eschimese che si è reso conto che un orso bianco gli ha appena fottuto la riserva di pesce affumicato di tutto l'inverno....... incazzata ......
Spingo quella montagna di ferro, mollandogli anche due calcetti, apro il varco giusto giusto per far uscire la mia macchina.
Ri-salgo. Nel frattempo si è fatto tardi, ma stamattina "....ho già dato...." non farò le corse per prendere il treno. "..Nun j'a posso fà!!"
Stessi movimenti ogni mattina. Accendo la radio. E come ogni mattina, la prima canzone che ascolto condiziona, avvolge, tutti i miei pensieri, i miei ricordi, i miei stati d'animo. Ogni mattina un viaggio spazio-temporale. Ogni canzone un viaggio.
".........accoccolati ad ascoltare il mare.. quanto tempo siamo stati senza fiatare....."
Quanti anni avevo?? 14?...15..?? Boh...più o meno. Lascio fluire i ricordi suscitati da queste parole così lontane. In tutti i sensi lontane.
I flash si susseguono.....l'immagine di me ragazzina, che "spio" dalla finestra della mia cameretta la finestra dove abitava il ragazzino che mi piaceva, che ogni tanto si affacciava guardando verso l'alto (lui viveva in un palazzo più basso del mio) generando in me l'illusione che (almeno) mi stesse sorridendo.
Ho scoperto poi nel tempo, che in realtà guardava la ragazzina (molto carina) che abitava due piani sotto di me. Che amarezza!!!!
Però ci sognavo su...ci fantasticavo.....lui era il più carino di tutti...biondo..occhi azzurri...lo stereotipo del principe azzurro insomma....che ovviamente, consapevole di essere bellino, se la tirava come pochi.
Tra l'altro a me non mi cagava neanche di striscio visto che non ero annoverata tra le ragazzine belloccie...però ero simpatica!!! Così diceva....."tu nun sei brutta..sei 'n tipo...però sei un sacco simpatica ..me fai fa' un sacco de ' risate!!"
Che poi era una sorta di "pietas" per non dirti che eri una cozza!!...una cozza simpatica però!!!...o una simpatica cozza?? Essere simpatiche e ironiche (soprattutto autoironiche) era il minimo sindacale per non essere esclusa dal giro di amicizie del cortile. Facevo ridere. E mi pigliavo in giro da sola. Una "qualità" che non mi ha mai abbandonata. Infatti faccio ridere anche adesso. e continuo a pigliarmi "scentificamente" per il culo. A tratti ho permesso che lo facessero anche altri.
".........seguire il tuo profilo con un dito mentre il vento accarezzava piano il tuo vestito...."
Che poi, diciamolo..tutta 'sta vita nel cortile non è che la facessi. Ero un po' lontana dal modo di essere delle mie coetanee da allora. Gia allora lontana dagli standard e dall'omologazione ..mi perseguita sta cosa..o meglio...mi precede.
Ero diversa nel vestire, nel pensare, nel pormi. Ero politicizzata quanto loro erano "sanremesi"...vestivo da "zecca"..quanto loro erano attente a mise modaiole...unico capo di abbigliamento femminile che mi ricordo era una minigonna rossa a fiorellini che mio padre un giorno buttò "democraticamente" nel secchio della spazzatura...non ritendendolo un abbigliamento adeguato alla figlia di un attivista di sinistra! La stessa sorte che più o meno qualche mese dopo stavano per seguire i miei amatissimi e zozzissimi jeans pieni di toppe e di fiori disegnati, che portavo per mesi e mesi di seguito e ormai più che di un lavaggio avrebbero necessitato di una disinfestazione !!!...furono salvati in extremis da me dopo una furibonda lite con il cane di casa nella cui cuccia erano finiti!!!! "....Papà...ma come cazzo dovevo vestirmi?????"..ora sorrido...ma quanta rabbia allora!
Ohhhh!!! non vi perdete eh!! Nel frattempo sono arrivata alla stazione..ho parcheggiato e ho preso il treno....o meglio...l'assalto al treno...ma io sono diventata bravissima a estraniarmi, praticamente è il mio ectoplasma che prende il treno. Quel che non riesco ancora a fare è inibire l' olfatto. Ma a parte non riuscire a evitarmi tutti i giorni la domanda: "possono esistere ancora oggi zone dove l'acqua potabile e il sapone non siano arrivate?" , è la gamma di "odori" di cucinato che mi da la nausea....su questi treni di pendolari Vissani ci potrebbe scrivere un trattato di cucina internazionale!!! "Dal cous-cous agli involtini plimavela passando per la paella"!!
"........e tu... fatta di sguardi tu e di sorrisi ingenui tu..... ed io a piedi nudi io sfioravo i tuoi capelli io ......e fermarci a giocare con una formica e poi chiudere gli occhi non pensare più.... senti freddo anche tu ........senti freddo anche tu....."
Però i ricordi ormai proseguono..come quella canzone nella mia testa. E' così tutti i giorni. Peccato che le parole sfuggono non potendole fermare immediatamente e quel che scrivo ora è solo una parte delle cose che mi sono passate nella testa stamattina.
I ricordi legati a quella canzone, ma non proprio alla canzone quanto al periodo della mia vita che quelle parole hanno evocato.I palazzoni della borgata di periferia dove sono cresciuta. Li ho rivisti poco tempo fa. Gli alberelli del cortile che all'epoca erano un po tisici ora sono diventati dei pini giganteschi.
"....poi correre felici a perdifiato fare a gara per vedere chi resta indietro...."
Mi sembra di risentire nelle orecchie le grida delle mamme, dalle finestre, che ci chiamavano quando era pronto il pranzo o se era ora di rientrare. Mia mamma no. Lei non mi chiamava. O meglio non mi trovava. Perchè io avevo il mio "rifugio segreto". In un punto dove non avevano ancora costruito c'era un albero enorme sul quale mi arrampicavo e passavo le ore così, penzolando a testa in giù con le gambe appese. Un pipistrello praticamente.
Quando non mi avventuravo ad esplorare qualche grotta precorrendo Indiana Jones.
Una vita vissuta pericolosamente la mia!!!
"........e nascoste nell'ombra della sera poche stelle ed un brivido improvviso sulla tua pelle ..."
Ma è sempre un posto grigio e triste nonostante nel tempo ci sia arrivata la metropolitana, abbiano asfaltato le strade, messo qualche lampione funzionante. Si respira lo stesso odore di cucinato, di fatica di vivere, di sottoproletariato. Rimane lo stesso posto dove Pasolini veniva per parlare con i suoi "Ragazzi di vita". Perchè lì davvero c'erano pochi motivi per sorridere. Non ce ne sono molti quando nasci e cresci in un posto così e impari a vivere nella strada e a difenderti continuamente. E alle volte non ci riesci neanche bene.
Ma tutto questo diventa la tua corazza..la tua prima corazza alla quale purtroppo (o per fortuna?) negli anni se ne aggiungono altre.
"........e mi piaci di più forse sei l'amore... e adesso non ci sei che tu soltanto tu e sempre tu che stai scoppiando dentro il cuore mio ...."
L'ultima immagine flashiata di questi ricordi mi riporta a quella finestra, nel buio della mia cameretta di allora con lo sguardo su quel cortile poco illuminato da quei lampioni che davano a tutto una connotazione giallognola da vecchio sobborgo di Londra.
Il treno è arrivato in stazione. E' passata poco più di mezz'ora. Scendo. Ufficio. Cartellino . Caffè. Alla prima battuta della giornata ringhio...Alla seconda picchio. Si , lo so...Sono simpatica.
In fondo, ora come allora, è sempre stato uno dei miei più grandi pregi.
9 commenti:
...si la stoffa c'è....
io voglio la prima copia autografata però!
...la prima e anche l'unica mi sa...:)
ma...te sei l'Anonimo che mi dovrebbe corregger le bozze?????:-P
"..la prima e anche l'unica mi sa..."
questo si che si chiama ottimismo!!!
più che correttore...mi trovo a mio agio nel ruolo del ...."sinteticatore"... ('azzo ho scritto?)
l'ottimismo è il sale della vita!!! ...sarà perchè mangio "sciapo" allora (traduco="senza sale")..;))
"Sinteticatore"...per assonanza mi fa venire in mente la figura del "terminatore" di Bessoniana memoria!!! Pauuuura!!!!!!!
..anzi...farò di più caro ANONIMO...avrai una dedica in prima pagina....pppprrrr....
eheheheh!!
QUESTO COMMENTO MI E' ARRIVATO PER E-MAIL..SEMBRA CHE LA PERSONA IN QUESTIONE NON RIESCA PROPRIO AD AGGIUNGERLO E MI HA PREGATO DI FARLO PER SUO CONTO:
carissima Chica,
era difficile colpirmi nuovamente dopo aver letto quello che hai scritto qualche giorno fa. Invece ci sei riuscita. Mi è piaciuta molto la struttura del racconto su tre diversi livelli (Baglioni compreso). Ma soprattutto il sapore dei tuoi ricordi di tanti anni fa, che somigliano così tanto ai miei. Giardinetti di periferia, staccionate, lucertole, fumo di fuochi. Per ora mi fermo, però poi me la rileggo con più calma.
Lo merita.
Stefano T.
Stefano, come vedi riesco sempre a sorprendere! Vedi che c'è qualcosa di buono in me oltre il mio "IO" impresentabile che porto a spasso quando, raramente, mi aggiro nei corridoi di questo posto....;)
si, effettivamente proprio non me lo aspettavo da te. Chi l'avrebbe mai detto.... Funziona?
Funziona?? Te che dici??..grazie comunque eh!!..si vede che sono brava a mostrare il peggio di me!!!;))
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