venerdì 20 marzo 2009

Let it be...


Generalmente quando dipingo cose come questa qui sopra non è, come si può pensare dai colori usati, un momento gioioso
E' piuttosto la necessità di esprimere attraverso la pittura un desiderio, un disagio, un malessere...è la necessità di vedere materializzare attimo dopo attimo, pennellata dopo pennellata le proprie emozioni......
"Uso le parole come fossero pennellate (J.Basquiat)... e le pennellate come fossero parole"
Infatti ricordo benissimo il momento in cui dipinsi questo.
Non era un periodo felice e non avendo tele in casa in quel momento, utilizzai quella vecchia anta di legno raccattata tempo prima vicino ad un cassonetto.
E su un pezzo da “discarica” tirai fuori quel che avevo dentro di me, nella mia discarica personale…il fuoco, la rabbia, il desiderio di essere “sparata” in mille piccoli pezzi in un posto come questo, un luogo a metà strada tra il deserto della Namibia e Marte. Un luogo vuoto e silenzioso.
Così quando dipinsi il paesaggio di girasoli che da il titolo a questo blog.
Era dicembre. Appena quattro mesi fa. In quel momento il bisogno impellente era il sogno....in quei giorni di malinconia senza rabbia, ma solo con più disincanto sentivo il bisogno di vedere il mio luogo ideale, lì dove vorrei vivere in silenzio. . .
Quattro mesi fa. Sembra passata una vita e invece è passato un attimo.
Ecco, quando non riesco a scrivere, quando non riesco a mettere nero su bianco le centinaia di frasi e vocali e consonanti che mi rimbalzano nella testa, come in questi giorni, come in queste ultime ore, quando vorrei dire tanto, magari urlare e invece taccio perché tutto , tutto mi sembra inutile, e IO mi sento inutile perchè tutto mi sembra già detto, già fatto, già vissuto….allora dipingo.
E non so mai cosa verrà fuori.
E’ come avere delle immagini e dei colori nello stomaco, negli occhi, nella testa che salgono e, attraverso le mani, s’imprimono sulla tela, sulla carta, sul legno su qualunque superficie io abbia a disposizione.
E’ una necessità quasi dolorosa. E’ vomitare emozioni. Dipingere e piangere contemporaneamente….. una liberazione muta e solitaria.
Io e la mia tela. Pronta ad assumere i colori del mio inferno personale o delle mie speranze, dei miei bisogni o delle mie occasioni perdute, dei miei sogni da mutare in realtà.
Tra un po' indosserò i miei stracci "bohemienne" pieni di colori e sarò lì , in ascolto.

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