sabato 21 marzo 2009

“Gli invisibili” di Jack Folla


Non dire mai “Maledetti, vi odio!”Se proprio devi, odiaci uno per volta,anche nelle maledizioni è più opportuno essere precisi e informati.

E se non hai niente di meglio da fare che amarmi, non blandirmi -ti prego- con “Sei un mito!” o “Sei un genio!” e neppure “Ti adoro!” perché innalzarmi è solo un altro modo per tenermi distante e disfarti dai doveri e dalle responsabilità che impongono le nostre parole condivise.
Non ti esaltare ma non abbatterti troppo,-è sconveniente e non vale quasi mai la pena-.

Diffida dei facili esclamativi come del branco, sia che abbia il pollice verso, sia al cielo.
Rifletti: aderiresti alle nostre parole anche se tutti ti sputassero addosso,e schierarti ti danneggiasse? Se sì, allora quelle parole sono tue, vivono e si animano.
Altrimenti è vana retorica, fai parte del branco del No, hai il tesserino della minoranza urlante, speculare alla grande mandria consenziente.

Non dire: “I politici sono tutti ladri!”o “Il mio Paese fa schifo!” Milioni di uomini sono morti per questa tua libertà, non sprecarla con uno sfogo -li uccideresti un’altra volta-, in Parlamento un uomo libero c’è sempre;ma se anche così non fosse, resisterebbe l’idea,con l’urgenza di eleggerlo: serve il tuo voto.
Lo scontento è una leva non un fine.
Protestare un vizio, se non hai, in coscienza, un’idea alternativa da porre al servizio degli altri.
Crea, conosci, approfondisci, dubita, leggi, fai esperienza. Non è vero che: “I giornali pubblicano tutti la stessa merda”, sbraitare così è come quando i razzisti dicono che “I rumeni sonotutti ladri, i cinesi sporchi e i negri puzzano”, o i maschi terrorizzati si convincono che “Le donne sono tutte puttane”, o i nazisti negano l’Olocausto.

Se i giornali davvero ti scontentano, fondane uno tu, o almeno scrivi l’articolo decisivo. Altrimenti taci, sei uguale ai tuoi avversari e francamente che tu mi dica “Bravo!” è indifferente.
Per ultima cosa, ti supplico: Il “Che fare?” è più vano, credimi, delle parole che a tuo avviso, “Sono belle ma non servono a niente”. Il fare viene da sé, quando un pensiero è ormai adulto e la parola davvero compresa.

Guardati intorno, è più matura l’attesa invisibile e immobile o questo chiassoso fare inconcludente?
Sottraiti al soffocante gioco delle parti,resisti in disparte, rifletti:non è questa la nostra commedia;ma conserva sempre in te stesso la tua nobile idea di Paese.
Il “ Chi siamo?”è tutto quel che siamo stati, più te.

Appartieniti storicamente e culturalmente, reggi, distante dalle luci come dall’ombra; né fama né clandestinità ti salveranno.

Tuo fratello, anche se non lo vedi, c’è sempre,lo scoprirai quando sarà il momento di uscire allo scoperto. Intanto,manda a memoria i valori in cui hai creduto, la storia che hanno travisato, le memorie divelte, le vite bruciate, i destini che hanno deviato, e tutti gli esseri umani che hai rispettato e amato:sono le nostre aquile che solcano invisibili i cieli.

Nessuno è morto nessuno è vivo, tantomeno i demoni e gli dei.

Nelle crisi più gravi, si ricompattano gli spiriti migliori.

Così è sempre stato, fa’ il tuo dovere, osa e disperditi nel Noi che lotta e ci consola.


Jack Folla

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