lunedì 12 ottobre 2009

Il teatro della vita.

Se uno tentasse di strappare la maschera agli attori che sulla scena rappresentano un dramma, mostrando agli spettatori la loro autentica faccia, forse che costui non rovinerebbe lo spettacolo meritando di esser preso da tutti a sassate e cacciato dal teatro come un forsennato?
Di colpo tutto muterebbe aspetto: al posto di una donna un uomo; al posto di un giovane, un vecchio; chi prima era un re, d'improvviso diventa uno schiavo; chi era un Dio, ad un tratto appare un uomo da nulla.
Dissipare l'illusione significa togliere senso all'intero dramma.
A tenere avvinti gli sguardi degli spettatori è proprio la finzione, il trucco. L'intera vita umana non è altro che uno spettacolo in cui, chi con una maschera, chi con un'altra, ognuno recita la propria parte finché, ad un cenno del capocomico, abbandona la scena.
Costui, tuttavia, spesso lo fa recitare in parti diverse, in modo che chi prima si presentava come un re ammantato di porpora, compare poi nei cenci di un povero schiavo.
Certo, sono tutte cose immaginarie; ma la commedia umana non consente altro svolgimento.....

(Elogio della Follia -Erasmo da Rotterdam)

2 commenti:

radha ha detto...

l'ho letto da piccola..
oggi rileggendo quello che hai citato mi sono resa conto di averlo dimenticato e nello stesso tempo nascosto dentro di me...perchè il pensiero è quello di erasmo...grazie mille grazie di avermi ricordato di un pezzo del mondo che è diventato anche me...

Chica ha detto...

...anch'io lo lessi anni fa...ogni tanto , come altri libri, ci ributto un occhio dentro...forse perchè alcune frasi la memoria le ripesca....:D