.....confesso...stavolta mi ci è voluta quasi una settimana a ricucire la ferita, a mettere a cuccia la delusione...ad anestetizzare il dolore.....e non è stata una settimana facile perchè quando mi sento ferita mi accanisco su me stessa perchè in fondo (manco tanto) se le persone ci feriscono vuol dire che noi gliene diamo la possibilità. Offriamo il fianco ..oltre a mostrare con fiducia quali sono le nostre fragilità. Quindi, come nelle migliori tradizioni psicopatiche mi punisco per questo. Ecco. Così possiamo aggiungere un'altro difettuccio a questo essere immondo.
Eh si!..sono così...sono fatta malissimo. Non biasimatemi anche per questo! Almeno lo dico!! Non dico che tutto mi va bene mentre invece non va bene un cazzo. Non spargo su tutto e tutti indistintamente, un sarcasmo feroce perchè la vita mi ha preso a calci nel culo. Non m'invento ruoli da strafiga o ciucciauomini impenitente che non ha bisogno degli altri e che anzi, gli uomini li usa . Io non ho mai usato nessuno. E non lo farò mai. Come dite?? Faccio male?? Può essere. Ma sono fatta così. E non mi difendo quando non mi aspetto del male. Perchè non mi difendo in quei casi? Dovrei raccontarvi troppe cose per spiegarvelo.
Sono fragile. Fragilissima.
Basta un alito di vento a mandarmi in frantumi...figuriamoci un sarcasmo feroce quando non te lo aspetti e ti prende come una mano sulla gola togliendoti il respiro. Cazzo se fa male!!!
Acqua passata. Altro strato di cemento stratificato. Altro giro. Altra corsa.
Comunque, in questa settimana ho capito un sacco di altre cose che finora mi ero ostinata a non voler vedere.
Resta il fatto che questo blog è nato per raccogliere tutti i miei pensieri e miei stati d'animo. Che possono essere ironici, malinconici, scassacazzi, politici , seri (poco). Ma sono i miei. Fanno parte di quel tutto che è parte integrante del mio essere. Che poi possa sembrare patetico, già sentito, già letto...pazienza.....serve a me...a colmare il mio vuoto.
Tutto quello che scrivo può essere usato contro di me, ma state certi, non è la pena o la pietà degli altri che voglio suscitare.....volessi quella potrei raccontare storie molto più lacrimevoli.
Neanche il consenso...neanche la conferma o l'accettazione a differenza di quel che si può pensare , generalizzando. Da tempo ho imparato che nulla di queste cose esiste. Che l'uomo (in senso lato e non) è egoista.....e forse è anche giusto che lo sia...l'egoista in fondo non è quello che pensa a se..ma che fa le cose per se...e se questa è cosa giusta... io imparo. E cercherò senza snaturarmi di imitare.Ecco. L'ennesima prova di donna che non sa vivere senza sofferenza??
Madre e puttana in bilico costante tra questi ruoli??? Mah... probabilmente non sono stata abbastanza brava nè come madre e neanche come puttana.
Meno giusto invece è il sarcasmo che distrugge ciò che l’ironia farebbe sbocciare. Il confine è molto sottile ma percepibile. Quando qualcuno fa dell’ironia l’effetto sulla persona a cui è rivolta è quello di suscitare una risata, di stimolare una riflessione costruttiva, di farlo sentire guardato da occhi benevoli, quand’anche esprimano una critica. Quando invece fa del sarcasmo l’effetto sull’altro è quello di pungere, ferire la sua sensibilità, di farlo sentire svilito, oppure in colpa o in difficoltà e di provocare in tal modo in lui una qualche reazione che vada a vantaggio di chi pungola. L’ironia dunque , se ben dosata, è creativa e fa bene alla salute, insegna a guardarsi da fuori, libera dalle rigide identificazioni , sviluppa la consapevolezza. Il sarcasmo è sempre nocivo, mira a ferire l’altro, fissa al proprio ruolo, intacca l’autostima, è un modo per colpire l'altro, per ferirlo, e può nascondere sentimenti di vero e proprio odio.
Ecco. E siccome gli amici si vedono nel momento del bisogno ed io non ero propriamente al cesso...è' stato difficile risalire dal pozzo di merda scivolosa nel quale mi sono sentita sprofondare. Ma chissà perchè ogni volta che risalgo ( non è la prima volta) ho più forza e consapevolezza.
Certo, ogni tanto ho delle ricadute, certo...ho ancora qualche titubanza (e qualche Ceres in corpo) per esprimere di nuovo pensieri che mi appartengono, certo che mostrare ferite e fragilità non è proprio una mossa da fighe "toste" ma è onesto verso me stessa almeno, che non sono nè figa nè tosta...e poi.....per usare un francesismo..."sono solo cazzi miei..."
A bientout.....
5 commenti:
...Uh...
Hey, che è successo? Un brutto momento?
Bhe, per quanto vale, ti dico che quando si tocca il fondo, non si può far altro che risalire.
Su con la vita, ok?
Ciao!
Incredibile... un mese esatto (eh già io ci metto più di una settimana) a sentirmi da schifo a colpevolizzarmi e con la voglia di esternare tutto sto scazzo e oggi leggo tutto quello che avrei voluto scrivere... come se in trance ti abbia dettato i miei pensieri... ti sono vicina come non mai!!!
Fragile... fragilissima, ancora anestetizzata dal dolore e ancora mi accanisco su me stessa, tradita da chi non te lo aspetti e ferita dal sarcasmo... quello che ti toglie il fiato già.. e le parole, che a una come me non mancano mai!!!
e l'egoismo... è un mese che tento di spiegare a chi mi 'accusa' di essere egoista che è normale guardare prima sè stessi che gli altri, che 'pretendere' qualcosa dagli altri è sbagliato... ma sono ancora e sempre la solita egoista
Non so se sono risalita, e non so se voglio farlo... del resto il vantaggio di quando stai sul fondo è che peggio di così non può andare... se risali invece troverai sempre qualcuno pronto a buttarti giù di nuovo... e io non sono ancora pronta... sono troppo fragile, e ferita troppe volte per poter continuare questo gioco perverso!!!
hai scritto tutta sta roba....quando bastava un semplicissimo "vaffanculo"?...
Siamo fragili, affondarci con un singolo colpo è facilissimo, ogni contatto che abbiamo con gli altri è una prova, un percorso di guerra da affrontare, un sentiero irto di ostacoli e di pericoli, e allora che fare?
Isolarci, renderci impenetrabili, barattare la vita per la non sofferenza, diventare degli zombie sui quali la vita passa senza lasciare traccia?
Un tempo credevo questa fosse la soluzione e ho passato anni ad erigere barricate, a costruire muri che separassero gli altri da me, ho sprecato anni a dirmi che questa era la soluzione, poi è successo che per quanto, anzi proprio a causa, del filo spinato di cui mi ero circondato, il dolore mi ha colpito stordendomi, lasciandomi tramortito a terra e allora ho capito:
non possiamo evitare il rischio, le nostre paure sono le loro paure, le nostre ferite sono le loro ferite ... noi siamo loro, noi siamo gli altri.
Michele
la ceres piace anche a me!!! a parte gli scherzi, cavolo ma cosa ti è successo,non demoralizzarti!
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