mercoledì 26 gennaio 2011

La dignità è un lusso che nessuno può "comprare"

"...Quando posso, mi rifiuto di guardare filmati del tizio drag queen del consiglio, e mi risparmio di sentirne la voce.
Leggo gli estratti sui giornali, non rabbrividisco; lo schifo al pari di un topo di fogna grande come un coniglio.
Non c’è bisogno di inquinare ulteriormente il proprio sguardo, o l’udito, dato il bombardamento al quale siamo sottoposti quotidianamente.

Le trasmissioni televisive di approfondimento politico, che non narrano più dei governi che crollano per la povertà dei popoli, del nazismo che si fa sempre più audace in una società evoluta, dello strano concetto di federalismo che sta finendo di devastare una Repubblica tutto sommato giovane come la nostra, in cui appare sempre più chiaro l’intento di spaccarla in due, con il nord affidato ad un manipolo di ladri vestiti di verde, e il sud da donare – come ricompensa o bottino di guerra – alle mafie, che poi provvederanno ad equa spartizione.
Narrano solo le vicende del patetico uomo a cui è ancora permesso credersi un sultano, e ci tocca ancora star qua a specificare il banale.
Essere donna è cosa diversa dall’essere la figlia del re, ed è ancora oltremodo diversa dall’essere figlia, moglie, o madre di un tizio che re non lo è mai stato.
Essere donna è sempre stata fatica; un tempo perché si doveva chinare il capo e muoversi piano in un mondo che esigeva senza accettare ribellioni, poi quando si iniziò a tirar su il capo, divenne fatica riuscire a non abbassarlo di nuovo.
Oggi è triplicemente faticoso, perché si deve combattere perché non passi l’idea che tutte si sia come la cosiddetta figlia del re, che non fatica nemmeno a schifare suo padre, porco o malato che sia.
Non posso e non voglio sentirmi insultata dal fare maniacale di questo vecchio balordo, che conserva il “diritto” di esistere nelle nostre vite, solo perché in grado di pagarselo – probabilmente anche con molti dei nostri soldi – non può offendere la mia dignità di donna.
Perché io so d’averla.
Forse è anche questa un’altra delle mie grandi libertà: essere (sentirmi) immune dall’oltraggio di un tizio che merita qualunque mio oltraggio, qualunque mio insulto, e che mai – nemmeno se dovesse costituirsi – meriterebbe il mio rispetto.
Guardo alla mia vita e so che qualunque cosa quell’essere immondo possa dire di una donna, non riguarda me.
So che non sta parlando di me.
So che non è a me che potrebbe mai dire “cosiddetta donna”.
Perché io donna lo sono davvero, e non per il mio corpo, o perché a volte mi piastro i capelli per illudermi di aver voglia di prendermi cura di me.
Sono una donna perché, per esempio, sono sopravvissuta al mio ultimo anno di vita, senza mai avere la tentazione di chiamare amore il portafogli di un uomo, senza mai avere nemmeno la tentazione di delinquere per mangiare.
O la tentazione di millantare di me bellezze da sogno o perfezione da vanto.
Sono una donna che ogni volta che è caduta si è rialzata, ha spolverato il fondo dei pantaloni, e si è rimessa in piedi.
No, non c’è cosa che quel patetico, ricco maniaco possa dire che possa ledere la mia dignità, perché io ho una dignità, e me l’ha insegnata mio padre col suo esempio.
E per questo, vecchio porco, “cosiddetta donna” può calzar bene solo a tua figlia, una delle tante. Una di quelle che hai scambiato con i denari per la ricerca sulla tua longevità, con i favori alle mafie – che anche Mediobanca lo è – che hai favorito col furto della Mondadori, o derubando la minorenne ereditiera Casati Stampa nel lontano 1973.
Ora il tuo esempio è altro, è quello di un uomo che usa le donne, che le compra, che le rivende usate al servo più avido, come un’automobile o una casa che non serve più.
E le cosiddette donne che hai generato non hanno abbastanza dignità per disconoscerti come padre o come uomo, perché si vendono a te, in attesa che tu tiri le cuoia ed essere libere di avventarsi sul bottino di una vita.
Nulla di quel che dice quel tizio sarà mai in grado di offendermi, perché forse l’unico bene che ho e che spero di tramandare a mie figlie, è il forte senso di orgoglio e dignità...."

Rita Pani (Donna APOLIDE) – 25 gennaio 2011 -

15 commenti:

La Sbullonata ha detto...

STRE-PI-TO-SO.

Dalle8alle5 ha detto...

Eccezionale.

sassicaia molotov ha detto...

Bella dichiarazione di intenti.
Peccato che anche fra le donne ci sia chi il sultano lo vede ancora come un punto d'arrivo.
Lo spettacolo delle donne berlusconiane in questi giorni è stato sinceramente patetico ed avvilente.
Ma questo non fa altro che confermare quanto l'accettare certi orrori più che una questione di genere sia una forma mentis.

il Ratto dello spazio ha detto...

la dignità non si può comprare,
la cosa è innegabilmente provata dal nostro amato premier silvio berlusconi,
che se fosse in vendita l'avrebbe già acquistata
ed invece ne è assolutamente privo,

il Russo ha detto...

Ma le donne, o per meglio dire la maggioranza di esse, dove sono state nelle ultime due settimane? Non ho visto una levata di scudi come sarebbe stato bello ci fosse stata...

Chica ha detto...

mah....fanno (quasi) tutte spallucce...ti dicono "Ma che te meravigli?? Se sa...so tutti così"....e non parlo di babbione come me, ma di ragazze molto più giovane..."Generazione Merdaset"...se penso alle lotte , alle manganellate prese, ai kilometri di manifgestazioni...mi viene da piangere...

Ernest ha detto...

fantastico!

viola ha detto...

brava chica bella. sì bella, come lo intendo io :D


l'orgoglio per la dignità che sia diventato una cosa da vecchi?

no, non credo, non per tutte/i.

credo fermamente che non ci sia solo il mercimonio del corpo, venduto al potente per ricavarne pecunia o carriera, c'è il mercimonio dell'"anima", di tutto se stesso e non è certo prerogativa femminile,ce n'è per tutti.

lo so, scopro lo scaldabagno, ma bisogna ricordarlo e ricordarlo e ricordarlo.

io non mi sento offesa da costui, anche se ci starebbe,ma mi sento incazzata come persona. sai perchè? perchè tentano di convicere che siamo tutti uguali, che non esistono differenze, che la feccia è di tutti, quindi nessuno è più colpevole.
chi può fa e chi non può invidia.

mavvvvvipossino !!!!!! ggggggrrrr

io non mi vendo, e non parlo solo del corpo,no !

occhei, sembra un'orazione, pedddono :D

Chica ha detto...

hahahhahahhahahaha..Viola...mi fai schiantà....no..non è un'orazione...oppure so' "catecumena" pure io perchè penso le stesse cose....
...tra me e te c'è solo una differenza....

io non direi mai.... "mavepossino"......troppoooo signorile pemmè...:)

viola ha detto...

ehehehe...noi siamo "signore", a prescindere ;)

nico ha detto...

Semmai ci fosse bisogno di ricordarlo, sei straordinaria Chichetta! E avrei una voglia matta di abbracciarti! Non voglio dire che hai le palle, non mi piace questa espressione che si usa spesso anche per le donne ma che proviene da una cultura maschilista! Se me lo permetti voglio provare a cambiare modo di dire e ti dico invece che hai le tette, e sono belle dure! Sei una vera donna, che fa sentire orgogliose anche le altre di esserlo! Un grosso bacio

Padano DOC ha detto...

Anchio vorrei abbracciarti... forte, forte!
Brava!

Chica ha detto...

io , addirittura, vorrei stringerti......si....le mani al collo....forte, forte....

Padano DOC ha detto...

Ma ci arrivi poi?
Io sono alto m. 1,85 e tu?
Dalle tue foto, forse, puoi al massimo stringere il collo ad un bimbo di 10 anni....
Ciao Bella (si fa per dire...)!
:-)

Chica ha detto...

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