venerdì 12 marzo 2010

DECRETO INTERPRETATIVO

Avrei bisogno anch'io di un "decreto interpretativo" che mi chiarisse, finalmente, perché ho sempre pagato le tasse.
Perché passo con il verde e mi fermo con il rosso.
Perché pago di tasca mia viaggi, case, automobili, alberghi.
Perché non ho un corista vaticano di fiducia che mi fornisca il listino aggiornato delle mignotte o dei mignotti.
Perché se un tribunale mi convoca (ai giornalisti capita) non ho legittimi impedimenti da opporre.
Perché pago un garage per metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa.
Perché considero ovvio rilasciare la fattura se nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale.
Perché devo spiegare a chi mi chiede sbalordito "ma le serve la ricevuta?" che non è che serva a me, serve alla legge.
Perché non ho mai dovuto condonare un fico secco.
Perché non ho mai avuto capitali all'estero.
Perché non ho un sottobanco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo cazzate al telefono.
Io - insieme a qualche altro milione di italiani - sono l'incarnazione di un'anomalia.
Rappresento l'inspiegabile.
Dunque avrei bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato.


(Michele Serra, Amaca del 7 marzo 2010)

5 commenti:

Baol ha detto...

Lo avevo letto anche io, grande Serra

Chica ha detto...

vero..l'avevo vista anche da Arcureo, e mi piaceva...

silvano ha detto...

Anomali e cornuti o se preferiti anomali cornuti e mazziati.
Agli onesti vengono chieste spiegazioni del loro agire, devono pure render conto.

Chica ha detto...

...beh...devo confessare....sono nel mirino dell'Agenzia delle Entrate...sono 3 anni che -ogni anno-mi chiedono conto di poche centinaia di euro di spese mediche portate a rimborso...molto, troppo sospetto....le altre tasse invece me le succhiano direttamente dalla busta paga....

nico ha detto...

sì lo avevo letto su un giornale chica, e mi era piaciuto molto