Non riesco a concepire
cosa sono io
per te.
Sebbene sulle mie spalle
reggo anni di esperienza
nel campo paranoico
dell'esaminare realtà….
Non riesco a captare
chi sono io
per te.
Sebbene le mie mani
graffiano ore di lacrime
nell'attività frenetica
dello sciupare evenienze…
Pur essendo
attualmente
vagabonda nella tua testa
sento ugualmente
il bisogno
di cadere in preda del tuo sguardo…
Non riesco ad afferrare
cosa sono io
per te.
Sebbene la mia pelle
suda ancora solitudine
nella mansione inutile
del cogliere silenziosità…
Che criterio ha
insistere a leggere
il destino nelle tue mani
quando posso adoperare
il tuo nebbioso respiro….
…dove traggo riparo…
Che senso ha
continuare a rallegrarmi
con le tue espressioni
quando posso sfruttare
la tua serietà eclissata…
…dove raccolgo sostegni…
Difenderti,
vorrei difenderti
da non so che cosa.
Mi hai già visto
soffrire,
cosa aspetti?
Domandami se piango…
Pur essendo
realmente
zingara nella tua logica
sento ugualmente
la necessità
di precipitare nella tua ironia infettiva…
Non riesco a comprendere
cosa sono io
per te.
Sebbene sulle mie labbra
bruciano giorni di inerzia
nella prestazione nociva
del condensare risate…
Che sistema ha
continuare ad animarmi
con la tua ingenuità
quando posso sfruttare
la tua ragione incomparabile…
…dove raccolgo sinonimi…
Custodirti,
vorrei custodirti
da non so che cosa.
Mi hai già visto
piangere,
cosa aspetti?
Domandami se soffro…
Non riesco a capire
cosa sono io
per te.
Prima o poi
riuscirò a chiedertelo?
Sebbene nei miei capelli
sorreggo conferenze
nel settore sociopatico
del soffocare volontà,
ho ancora timore di te.
Innaturale trepidazione,
troppo sofisticata da spiegare,
è più facile da celare.
Che senso ha
continuare a svagarsi
con la tua schiena
quando posso usufruire
della tua voce…
…dove raccolgo brividi…
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